CORTINA RACCONTA - COME DISTRUGGERE UN PATRIMONIO E VIVERE IMPUNITI
COME DISTRUGGERE UN PATRIMONIO E VIVERE IMPUNITI
Evento del: 09/08/2011 21:30 - Audi Palace
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​Duro atto d’accusa (trasversale ed anzi civico) di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, dal palco dell’Audi Palace di Cortina. Entrambi giornalisti del Corriere della Sera e coautori de “Vandali, L’assalto alle bellezze d’Italia” (edito da Rizzoli) Rizzo e Stella rappresentano un faro per la società civile stufa di sprechi e brutture, estetiche e – soprattutto – etiche. Dunque, sala gremita ed aspettative alte. Le immagini che scorrono sul megaschermo del palco ampezzano mortificano l’intelligenza di un popolo, quello italiano, abituato da sempre al bello.

Viaggiamo insieme lungo lo Stivale. A Pompei crolla la Schola Armaturarum, l’ultimo mosaicista è andato in pensione dieci anni fa, c’è un solo archeologo per 66 ettari di scavi, un accordo sindacale vieta agli elettricisti di salire su scale più alte di 70 cm. In Sicilia, a due passi da Selinunte, dove il tempio di Apollo resta coperto per undici anni da un’impalcatura solo perché nessuno la smonta, c’è un’intera città di 5000 case abusive di cui 800 così al di fuori da ogni norma da non rientrare in nessuno dei numerosi condoni edilizi, eppure non si è mai vista una ruspa. In un’epoca in cui le scelte turistiche si fanno sul web, il portale governativo Italia.it, dopo sette anni e milioni di euro buttati, ha raggiunto il 4500° posto nella classifica dei siti internet italiani più visitati e il 184.000° di quella internazionale. Campagne e colline vengono assaltate dalla speculazione edilizia senza ricordare quanto scriveva il grande Montanelli: «Ogni filare di viti o di ulivi è la biografia di un nonno o un bisnonno». Sono solo tre esempi dello stato in cui è ridotta una nazione attivamente impegnata a distruggere la sua unica vera ricchezza: l’arte, i paesaggi, la bellezza.

Gioco di sponda trai due, coronato dalla battuta di Stella: «siamo passati dai campi di sterminio allo sterminio dei campi». Dati e foto alla mano, si analizzano i passi del declino, lento e pernicioso. Abbandoni, crolli, incuria, restauri maldestri. Il 5 per cento del patrimonio UNESCO è ubicato nella nostra penisola. E trascurato: che sia momento di un rinascimento dell’attenzione? Tempo di riabilitare i Bronzi e spernacchiare le facce di bronzo.

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